Attività sui numeri per una classe prima

Arrivati alla scuola primaria i bambini si aspettano di leggere, scrivere e… lavorare con i numeri! Ecco che piano piano nelle aule appaiono scritte, disegni e numeri. Ma, da dove partire con i numeri? Vediamo insieme alcune possibilità.

Indagare le preconoscenze sui numeri

Un bambino che entra per la prima volta in una scuola, ha avuto precedenti esperienze con i numeri, ancor di più se ha frequentato la scuola dell’infanzia!

Non possiamo non partire dalle loro preconoscenze sui numeri, conoscerle ci permette di progettare dei percorsi che hanno un senso per la nostra classe.

Presentando semplici attività di conteggio, possiamo verificare le conoscenze di ciascun alunno circa i 3 aspetti che riguardano il “contare”:

  • La corrispondenza biunivoca, ossia la corrispondenza uno a uno, capacità di mettere in relazione un elemento a un altro solo elemento. É la capacità che consente di contare un numero di oggetti facendo corrispondere alla parola-numero uno e un solo elemento dell’insieme di oggetti che si sta contando;
  • Ordine stabile, ossia la capacità di riconoscere che le parole-numero seguono un ordine preciso e costante;
  • Cardinalità, ossia la capacità di comprendere che l’ultima parola-numero pronunciata in una conta corrisponde alla numerosità dell’insieme che si è contato.

Le attività di conteggio sono quelle che la vita di classe ci offre ogni giorno: quanti sono gli alunni presenti, quanti sono gli alunni assenti, quante matite ci sono nell’astuccio, quanti banchi, ecc.

Numeri ed esperienze

Come dicevamo, i bambini arrivano a scuola che hanno già avuto esperienze con i numeri. Iniziamo proprio da lì. Organizziamo dei circle-time con una domanda stimolo diversa ogni volta:

  • Qual è il numero più bello?
  • Qual è il numero più grande?
  • Dove sono i numeri?
  • A cosa servono i numeri?

Storie che contano. 10 storie per divertirsi con i numeri.

I numeri si nascondono proprio dappertutto! Esiste il numero più grande del mondo e anche il più generoso; alcuni vanno di fretta, mentre altri sono sempre soli o solo un po’ sfortunati. Questo libro insegna ai bambini che i numeri sono davvero sorprendenti e che giocare con loro può essere molto, molto divertente! Età di lettura: da 5 anni.

La prima domanda “Qual è il numero più bello?” permette di iniziare a parlare di numeri con i bambini a partire dal loro mondo, da ciò che più gli è caro e che decidono di condividere con l’insegnante e con i compagni. Questo aiuta ad avvicinarsi a loro, al loro mondo, ad entrarci in punta di piedi e farli sentire accolti e ascoltati.

Con la seconda domanda “Qual è il numero più grande?” entriamo nel merito di uno dei concetti fondamentali della matematica e di un argomento che sicuramente farà scaldare qualcuno. Potremmo anche già sentir parlare di infinito e di “ogni volta basta aggiungere 1”. In ogni caso, non forzare la discussione ma essere ben attente ad accogliere ciò che emerge.

La domanda “Dove sono i numeri?” può essere anticipata o seguita da una piccola uscita sul territorio adiacente alla scuola per una caccia ai numeri (i numeri trovati possono essere trascritti dai bambini o fotografati per continuare la discussione in classe). Focalizzare l’attenzione dei bambini su quanto i numeri siano ovunque nella nostra quotidianità, li farà sentire più vicini alla matematica, facendogli trovare un senso a ciò che viene fatto a scuola. Partendo dalle risposte a questa domanda, la successiva può essere “A cosa servono i numeri?“.

Le risposte dei Bambini sui numeri

Dopo che ognuno ha dato la propria opinione, possiamo guidarli nel trovare delle frasi conclusive sulla discussione emersa.

Ascoltate e registrate le loro parole, vi stupirete di quante conoscenze i bambini hanno! Si può anche scrivere il testo delle discussioni, fotocopiarlo e darlo ad ogni bambini come traccia sul quaderno del lavoro svolto, anche se non sanno ancora leggere. Per facilitarli, far evidenziare ad ognuno la sua frase semplicemente ricercando il proprio nome che solitamente sanno riconoscere fin dai primissimi giorni.

Attività di questo genere aiutano a creare un buon clima di classe, favoriscono la relazione e l’interazione tra i pari e le insegnanti, permettono ai bambini di iniziare ad esprimersi argomentando le loro opinioni e rispettando quelle altrui. In un percorso che ha solo inizio qui ma che getta le basi per l’intero percorso scolastico.

Quant'è grande un milione?

Un dolce racconto per immaginare con i bambini numeri come 10, 100, 1000, un milione… semplicemente come numeri sempre più grandi!

Prime attività con i numeri

Una volta compreso il punto di partenza di ciascun alunno e introdotti i numeri, possiamo iniziare a divertirci insieme a loro con le prime attività.

Conta

Solitamente, i bambini arrivano in prima che sanno contare tipo filastrocca almeno fino a 10. Questo tipo di conta è fondamentale per poi passare a contare le quantità. Ogni giorno si può chiedere ai bambini di contare a partire da 10…, 23… 42…, fino ai numeri più grandi. Prima di inserire la conta regressiva assicurarsi che la conta progressiva sia stata acquisita con sicurezza.

Linea dei numeri

  • Una grande linea dei numeri a terra. Ogni bambino deve sistemare il cartellino con il numero che ha pescato al posto corrispondente.
  • Corsa a spirale. Mettere a terra grandi cartellini dei numeri a formare una linea dei numeri a forma di spirale. Il bambino pesca un numero e deve correre fino a quello stesso numero sulla spirale. Per rendere il gioco più difficile, è sufficiente girare alcuni cartellini.
  • Linea dei numeri con le mollette. Filo steso. Il bambino pesca una molletta con scritto un numero. Deve sistemare la molletta sul filo, pensando alla distanza che esiste tra i numeri (aspetto cardinale).

Rapporto numero-quantità (cardinalità del numero)

  • Contare i passi
  • Contare i passi del compagno
  • Contare i battiti della matita sul banco ad occhi aperti
  • Contare i battiti della matita sul banco ad occhi chiusi
  • Contare fagioli, tappi, matite
  • Contare i bicchieri, fare una torre con i bicchieri e ricontarli, fare un castello e ricontarli. Far osservare che il numero è sempre lo stesso. (conservazione della quantità).
  • Quanti sassi? Mettere per terra 5 mucchietti di sassi. Il bambino deve sistemare il cartellino con il numero di sassi in ogni gruppo, guardandoli ma non toccandoli. 1 – 3 – 5 – 20 – 42. 1, 3 e 5 li dovrebbe riconoscere facilmente, poi, per deduzione, gli altri.
  • 10 vasetti. Prendere 10 vasetti o bicchieri e numerarli da 1 a 10. Primo step dell’attività: far inserire il giusto numero di tappi o sassi all’interno di ogni bicchiere. Secondo step: riempire a caso i bicchieri con i tappi. Chiedere “Quanti tappi servono per completare questo bicchiere? E per completarne 3? Quanti tappi mancano in questo bicchiere?” Si può passare dall’esperienza concreta ad una scheda che rappresenti le diverse situazioni proposte.

Primi calcoli

  • Giochi con le biglie. Prendere 5 biglie, nasconderne 3 in una mano e chiedere quante ce ne sono nell’altra. Oppure, senza far vedere quante ce ne sono in una, chiedere direttamente quante ce ne sono in entrambe le mani.
  • La partita di calcio. Sono state segnate 5 reti. Quali sono i risultati possibili?
  • Gioco del trenino. Se salgono 3 passeggeri su un vagone e 2 sull’altro, sarà il treno del 5 (e lo scriviamo sulla locomotiva). Si aprono infinite possibilità di gioco partendo da questo spunto cambiando il numero del treno o il numero dei vagoni.

Altre possibilità di gioco. “Voglio un treno con 3 vagoni che porti 10 persone”. Oppure, “In quanti modi posso costruire il treno del 9?” O ancora, “Alla stazione di Milano arriva il treno 12. Tutti i passeggeri di questo treno salgono sul 17. Quanti passeggeri può ospitare ancora il treno 17?”

Conoscendo il punto di partenza di ogni alunno, si potranno differenziare le richieste, dalle più semplici alle più complesse, considerando che ognuna di queste può essere verificata rappresentando la situazione concretamente utilizzando le confezioni del tè per locomotiva e vagoni e pupazzetti o tappi o sassi per i passeggeri.

  • Gioco del parcheggio (ci serviamo di una scatola e di macchinine). Nel parcheggio arrivano 3 macchine. Poi altre 2. Quante macchine ci sono nel parcheggio? Ne va via 1. Ora quante sono? (In caso di difficoltà basta aprire la scatola e contare.
  • Problemi di… pasta! Diamo ad ogni bambino una certa quantità di pasta e chiediamo di risolvere questa situazione: “Devo ordinare delle scatole, in ogni scatola metto 5 penne. Quante scatole ordino?”

Come insegnare la notazione posizionale decimale

Il nostro sistema di scrittura dei numeri utilizza la notazione posizionale, dove ogni cifra del numero assume un valore in funzione della “posizione” che occupa all’interno del numero stesso. La posizione di ogni singola cifra che compone un numero si calcola partendo sempre dall’ultima cifra a destra (unità) e proseguendo verso sinistra, incontrando decine, centinaia e così via.

Appena superiamo il numero 9, vediamo che incontriamo due cifre che già conosciamo prese singolarmente, l’1 e lo 0, ma che messe vicine formano il numero 10. Possiamo non parlare da subito agi alunni di decine e unità, ma dobbiamo già occuparci del valore che queste cifre assumono a seconda della posizione in cui si trovano. Nel numero 11, per esempio, abbiamo la stessa cifra che si ripete ma con un valore diverso. La cifra 1 a destra ha valore 1, mentre l’altro a sinistra ha valore 10.

Possiamo intanto far lavorare i bambini con i cartellini dei numeri: prendendo il cartellino 10 e il cartellino 1 e sovrapponendo l’1 allo 0 del 10 diventa 11 e lo si vede molto chiaramente. In questo modo fare composizione e scomposizione dei numeri diventa facile e permette di acquisire nella pratica il sistema posizionale.

Come possiamo accompagnare i bambini all’acquisizione di questi concetti chiave della matematica che stanno alla base del nostro sistema di numerazione? Dobbiamo fare in modo però di costruire senso, un apprendimento significativo e supporti per superare le difficoltà e favorire l’apprendimento di tutti gli alunni della nostra classe.

Ci vengono in soccorso gli artefatti.

Gli artefatti sostengono la costruzione di significati matematici per un apprendimento significativo della matematica: si occupano del fare e di capire il perché.

Il bruco matematico: un artefatto per sviluppare il senso della notazione posizionale decimale

Il bruco matematico è un artefatto che permette di avvicinare i bambini a significati matematici con un linguaggio adatto alla loro età e con attività pensate per le prime classi della scuola primaria. É uno strumento accattivante che permette di far scoprire ai bambini numeri, composizioni e scomposizioni per far comprendere concetti astratti come decine e unità prima e lavorando con i cartellini dei numeri, come accennavamo sopra, con uno strumento che i bambini approcceranno in autonomia perché semplice e intuitivo.

Il bruco matematico. Un percorso per sviluppare il senso della notazione posizionale decimale

Il presente volume si rivolge alle prime classi della scuola primaria offrendo numerose attività da fare con il supporto degli artefatti allegati: due bruchi (uno per rappresentare i numeri naturali da 0 a 99 e l’altro per i numeri da 0 a 999) e 30 tessere.

Puoi approfondire le metodologie più efficaci nella scuola primaria con la guida didattica qui consigliata.

Puoi visionare l’utilizzo di altri artefatti nel Progetto Per Contare: mani, cannucce, pascalina e abaco.

3 Comments
  1. Nella lettura dell’articolo ho notato che il termine numero viene utilizzato per indicare la cifra. Il numero 10 è formato da due cifre.
    Grazie per aver scritto l’articolo.

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