Il piccolo Bruco Maisazio: attività in classe prima

Chi mi conosce, lo sa, amo i libri, la lettura e le infinite possibilità che ogni libro ci dà. Leggendo alle mie figlie di 2 e 4 anni il libro “Il piccolo Bruco Maisazio” di Eric Carle ho pensato alla ricchezza didattica racchiusa in un testo così essenziale.

Il piccolo Bruco Maisazio: ottimo spunto didattico

Tutti i bruchi diventeranno farfalle, ma come fanno? Per imparare uno dei misteri della natura, per crescere insieme a un simpatico bruco che non smette mai di mangiare, per diventare farfalle e spiccare il volo, tra fantasia e realtà. Una prima lettura formata da pagine ora tagliate, ora bucate o sagomate, in versione cartonata. Età di lettura: da 3 anni.

Utilizzo molto i libri di Eric Carle nelle mie attività didattiche, grazie alla loro semplicità riescono ad offrire tantissimi spunti per creare originali attività e affrontare diversi argomenti.

Grazie al libro “Il piccolo Bruco Maisazio” è infatti possibile “toccare” i seguenti argomenti:

  • la metamorfosi del bruco in farfalla, in scienze;
  • i giorni della settimana, in storia;
  • i numeri da 1 a 10, in matematica;
  • ascolto, comprensione e produzione scritta, in italiano.

In rete, si trovano moltissime attività a partire da questo libro, soprattutto sulla parte scientifica. Noi abbiamo semplicemente osservato insieme queste foto della trasformazione e questo video esplicativo.

Io vi propongo di seguito un’attività interdisciplinare che ha coinvolto storia, matematica e italiano in una classe prima di scuola primaria.

Dopo aver letto in classe “Il piccolo Bruco Maisazio” e aver affrontato insieme ai bambini la metamorfosi del bruco in farfalla, ho proposto loro una particolare attività che ha saputo coinvolgere tutti i bambini della classe, in un clima giocoso e divertente, ma che ha permesso loro, senza neanche accorgersi, di ripetere i giorni della settimana, contare da 1 a 10, disegnare, colorare e concentrarsi sulla scrittura, la lettura e l’ascolto. Insomma, un bellissimo percorso interdisciplinare che ci ha permesso di imparare giocando.

L’attività è stata divisa in tre step: un lavoro di riflessione collettiva, uno di produzione individuale e un lavoro di gruppo. Vediamo insieme le tre fasi di lavoro nel dettaglio.

Attività collettiva “La maestra Cinzia Maisazia”

Ho presentato l’attività semplicemente dicendo ai bambini che questa volta avremmo dovuto inventare insieme la storia della maestra Cinzia Maisazia. Dopo un primo momento di risata generale, quando hanno capito che ero seria e non scherzavo, sono arrivate le prime proposte.

Quest’attività è stata a sua volta suddivisa in due momenti:

  • Discussione collettiva
  • Realizzazione alla lavagna

Discussione per scrittura collettiva della storia “La maestra Cinzia Maisazia”

Abbiamo deciso insieme di iniziare il racconto dal momento in cui il bruco, ops, la maestra Cinzia, inizia a mangiare, quindi di lunedì. Ho riletto loro la parte del libro dal lunedì al venerdì per farli riflettere sul tipo di cibo mangiato dal bruco in quei giorni; dopo qualche tentennamento, sono arrivati alla conclusione che nei primi cinque giorni della settimana il bruco mangia solo frutta e insieme abbiamo deciso di riproporre la stessa cosa per me. Ho chiesto loro che frutto potevamo scrivere per il lunedì. Mi è stato chiesto quali fossero i miei frutti preferiti e da lì abbiamo iniziato con i primi giorni della settimana.

Un bambino ci ha poi fatto riflettere sul fatto che, in questo modo, meno mi piacevano i frutti, più ne avrei dovuti mangiare. Così abbiamo deciso di fare il contrario, quello che mi piaceva di più avremmo dovuto inserirlo il venerdì, quello successivo il giovedì e così via.

Già da questo primo momento di discussione i bambini si sono mostrati molto coinvolti dall’attività, hanno intuitivamente confrontato i numeri, hanno ascoltato le proposte dei compagni e messo in discussione le proprie opinioni.

Eccoci arrivati al sabato. Qui abbiamo letto e riletto il libro per metterci d’accordo su quanti cibi mangiare e di che tipologia. I bambini hanno messo in atto strategie di conteggio per capire quanti cibi potessi mangiare anche io. Qualcuno cercava di ricordare a memoria il numero di cibi che avevo letto, qualcun altro mi ha chiesto di rileggere per provare a contare, altri hanno voluto in mano il libro per indicare i cibi da contare.

Una volta assodato che il sabato il bruco mangia 10 cibi, ho guidato la discussione chiedendo loro quanti cibi mangia per ogni tipologia. Abbiamo trovato insieme i dolci, le verdure, i frutti e i cibi salati e contato ogni tipologia. Abbiamo però deciso che il sabato avrei potuto scegliere qualunque cibo senza però ripeterne uno dei precedenti.

Per la domenica, hanno scelto come indicazione un cibo leggero e abbiamo optato per una bella insalata.

Ho riletto il finale del libro ai bambini e loro mi hanno spontaneamente chiesto in cosa mi sarei voluta trasformare. (Mentre il resto della discussione l’avevo quasi interamente prevista pensando all’attività, questa parte non l’avevo immaginata. Sono stati loro, grazie alla loro immaginazione a riportarmi in un mondo fantastico e a farmi scegliere una trasformazione).

Realizzazione alla lavagna

Dopo essermi segnata tutto ciò che ci eravamo detti durante la discussione, ho realizzato la storia alla lavagna, in modo che rimanesse loro come modello. Vi riporto quanto scritto (ogni cibo era corredato dal disegno, che qui vi risparmio)

La maestra Cinzia Maisazia:

  • Lunedì mangia 1 pesca
  • Martedì mangia 2 banane
  • Mercoledì mangia 3 pere
  • Giovedì mangia 4 lamponi
  • Venerdì mangia 5 fragole
  • Sabato mangia un piatto di pasta, una fetta di carne, una zucchina, un pomodoro, un pezzetto di cioccolato, una fetta di torta, uno yogurt, un piatto di riso, una mela, un peperone
  • Domenica mangia un’insalata

E poi si trasforma in una pallavolista.

In questo modo, abbiamo ripassato insieme la struttura della storia e lasciato alla lavagna la traccia da seguire nell’attività individuale successiva.

Vi presentiamo un calendario divertente e interattivo. Questo calendario, che serve come materiale per la classe-gruppo e anche a livello individuale, è ideale per le attività di manipolazione per il bambino, dato che è composto da diverse tesserine. – I mesi dell’anno (con un riferimento alle stagioni) – I giorni del mese – I giorni della settimana – Il tempo Queste tesserine possono essere combinate, in modo che i bambini sanno in qualsiasi momento che giorno è, il tempo che fa… oltre a giocare in modo divertente.

Attività individuale di storia, arte, matematica e italiano con “Il piccolo Alunno Maisazio”

Tenendo l’esempio della storia “La maestra Cinzia Maisazia” alla lavagna, ogni alunno ha inventato il proprio racconto, sia riproponendo cibi già nominati che trovandone di nuovi.

Ogni alunno, sul proprio quaderno di matematica, ha inventato e scritto la propria storia. In questo modo, ognuno ha:

  • ripassato e riscritto i giorni della settimana
  • ripassato e riscritto i numeri da 1 a 5
  • pensato ad almeno 5 frutti diversi
  • contato fino a 10 per trovare 10 cibi da mangiare il sabato
  • pensato ad un cibo leggero per la domenica
  • scritto in autonomia i cibi pensati
  • rappresentato tutti i cibi con un disegno
  • pensato ad un qualcosa in cui trasformarsi
  • riletto il proprio operato ai compagni

Questo momento dell’attività ha visto tutti gli alunni impegnati e divertiti; qualcuno è riuscito a svolgere il compito in totale autonomia, altri hanno chiesto aiuto soprattutto nella fase di scrittura.

Il momento di lettura finale ha permesso ancora una volta la ripetizione dei giorni della settimana e dei numeri e promosso la capacità di ascolto. La frase finale sulla trasformazione ha lasciato ampio spazio alla fantasia e al dialogo, permettendo a ciascuno di pensarsi in un mondo ideale o fantastico e far conoscere un aspetto di sé a me e ai compagni.

Confronto e analisi dei dati

Una volta ascoltate le storie di tutti gli alunni, i bambini si sono accorti che molti cibi erano stati nominati più volte, mentre altri solo una o poco più. Ѐ nata così la curiosità di scoprire quale cibo fosse stato prediletto e, quindi, quale fosse il preferito dalla classe.

Per arrivare ad un’analisi complessiva ho proposte due differenti attività: un primo momento di lavoro di gruppo e un secondo momento di analisi collettiva per mettere insieme il lavoro di tutti i gruppi.

Ho diviso la classe in 4 gruppi, ogni gruppo formato da 4 alunni. Il compito era quello di creare un istogramma per vedere quali cibi fossero maggiormente citati dai bambini del gruppo.

Avevamo completato già altri istogrammi, quasi tutti orizzontali, quindi ho riproposto la medesima tipologia. A differenza delle altre volte, però, qui avevano molti dati da considerare. Ho dato loro l’indicazione di non inserire nel grafico i cibi citati solo una volta. Per quelli avremmo dedicato una pagina a parte.

Ogni gruppo si è organizzato in autonomia, ho solo ricordato loro di fare in modo di segnare i cibi già trattati, per esempio con una crocetta o un puntino vicino alla parola.

Ѐ stata un’attività molto impegnativa per ognuno di loro, devono ancora abituarsi al lavoro di gruppo ma, con qualche intervento da parte mia, sono riusciti nell’impresa.

Abbiamo deciso insieme di considerare ogni cibo come uno, anche se inserito in giorni della settimana diversi dal lunedì, in modo che i bambini dovevano “solo” contare quante volte avevano scritto ogni cibo tra i 4 componenti del gruppo. Il numero in questo modo era un numero compreso tra 1 e 8. I cibi da considerare potevano essere potenzialmente 16, se fossero stati tutti diversi. Insomma, un bell’istogramma complesso.

Il conteggio e il dover decidere che frutto prendere in considerazione ogni volta sono stati occasione di grande confronto tra i bambini, che non sempre erano d’accordo; alcuni gruppi hanno trovato delle strategie in autonomia, altri hanno avuto bisogno del mio intervento.

Ogni gruppo ha poi letto agli altri i cibi preferiti del proprio gruppo.

Al termine del lavoro di gruppo, abbiamo deciso di realizzare collettivamente un grande istogramma della classe su un cartellone, in modo da avere un’analisi completa dei cibi preferiti.

In questo caso, ho gestito io la situazione, partendo dal lavoro di un gruppo e riportando i nomi dei cibi sul cartellone. Abbiamo poi sommato il lavoro degli altri tre gruppi e formato il mega istogramma.

Volete sapere il cibo preferito dalla mia classe? Nell’ordine: pizza, fragole, patatine e ciliegie.

Ho spiegato loro che in realtà la frutta è stata nominata anche perchè “obbligati” a scegliere cinque frutti da inserire dal lunedì al venerdì. Non è detto che i risultati fossero stati i medesimi se non ci fosse stata questo tipo di indicazione. Per avere un’indagine pura sui cibi preferiti dalla classe sarebbe stato più opportuno chiedere semplicemente quale fosse il cibo preferito ad ognuno di loro. La teniamo come considerazione finale e come possibile attività per il futuro.

Per ora, ci accontentiamo della ricchezza data dallo stimolo di questo meraviglioso libro e del percorso fin qui effettuato che ci ha consentito di spaziare da una disciplina all’altra, entrando anche nei pensieri dei bambini, niente di più bello per un’insegnante curiosa come me di conoscere i propri alunni sotto tutti i punti di vista!

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