Al corpo umano, che sappiamo essere una macchina semplicemente perfetta, capitano a volte degli inconvenienti inattesi che provocano disagio, ma anche ansia, quando a soffrirne sono i più piccoli. Parliamo della stitichezza di neonati e bambini. Un fastidio, più che altro, una sofferenza che mette in apprensione specie i genitori inesperti alle prese col primo figlio. Cerchiamo allora di offrire alcune informazioni sull’argomento. È utile sapere che il neonato, in quanto tale, solo un po’ per volta imparerà a contrarre i muscoli preposti per l’evacuazione. E dunque, se questa non è frequentissima non c’è motivo per allarmarsi. Ancor meno se le feci appaiono cremose, morbide. Occorre unicamente rimanere sereni e soprattutto non cedere al sollievo di facili palliativi che potrebbero persino risultare dannosi. Un microclistere di glicerina può essere l’estrema ratio, ma sempre su consiglio del pediatra. In assenza del latte materno, quello artificiale può essere la causa principale di una più verosimile stipsi. In presenza di feci più dure si può allora tranquillamente diluire il preparato in polvere con una quantità maggiore di acqua. Se il problema persiste potremmo aggiungere al biberon un po’ di succo di prugna. Vanno bene anche l’uva e la pera, ma le quantità in ogni caso ce le suggerirà il pediatra. Tra le cause della stitichezza può esserci a volte l’allergia al latte vaccino. Potrebbe rendersi quindi necessaria una variazione alla dieta e, sempre su prezioso consiglio del medico, eliminare l’alimento per 2-4 settimane e valutarne poi il risultato. Ricordiamo, tra i sintomi, il vomito, l’infiammazione rettale e la dispnea (difficolta del piccolo a respirare). Col bambino, ovviamente, il compito va a semplificarsi. Sia per i genitori che per il pediatra. E se si tratta di rammollire le feci le possibilità aumentano. Gli alimenti vegetali sono i più efficaci, essendo particolarmente ricchi di fibre. Tuttavia non sempre, o perlomeno non tutti, sono graditi al bambino. Curarne la presentazione sotto altra forma potrebbe essere una ottima soluzione. O anche, come per le verdure, amalgamarli in altri preparati. In ogni caso, a tavola, meglio evitare forzature che aggraverebbero la situazione.
Per favorire l’evacuazione, oltre a una corretta dieta, è necessario favorire una postura corretta al bambino. In questo, il vasino si mostra molto più funzionale rispetto alla seduta sul water, trovandosi, i piedi, ben appoggiati al pavimento. Anche se una soluzione analoga potrebbe essere quella di adottare, magari insieme, un riduttore del WC e uno sgabellino per poggiare i piedi. Potrebbe essere di aiuto anche stabilire col bimbo dei momenti nella giornata per rilassarsi in bagno. Anche sostandovi per 15-20 minuti. Attenzione alla ritenzione! Può capitare che, se la defecazione risultasse dolorosa, il bambino volontariamente tenderebbe a rinviarne il momento. Questo complicherebbe ancor più il quadro: le feci diventerebbero più dure e anche più voluminose. Vediamo, per chiudere, i consigli e le prescrizioni da parte del medico, se fosse risultato vano ogni accorgimento illustrato. Spesso i pediatri consigliano fermenti lattici probiotici. Ma pure lassativi osmotici (lattulosio, lattitolo, polietilenglicole), senza dubbio meno irritanti di quelli stimolanti come la senna o il succo di aloe vera. E per preservare una più corretta igiene intima possono essere d’aiuto sia le pomate antibatteriche, sia quelle analgesiche.