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Assegno Unico 2026: i nuovi importi, le soglie ISEE e come recuperare gli arretrati

La Circolare INPS n.7/2026 rivede gli importi dell'Assegno Unico e alza le soglie ISEE: ecco cosa cambia per le famiglie e come richiedere gli arretrati.
Alfonso Alfano 6 Agosto 2026
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Con la Circolare INPS n.7/2026 arriva l’aggiornamento annuale dell’Assegno Unico, la misura che sostiene economicamente le famiglie con figli a carico. Gli importi sono stati rivalutati sulla base dell’inflazione registrata nell’anno precedente, e le soglie ISEE di riferimento sono state innalzate. Per chi ha già presentato domanda, o deve ancora farlo, cambiano quindi sia le cifre da attendersi in busta sia i criteri con cui l’INPS calcola l’importo mensile.

Si tratta di un tema che riguarda milioni di famiglie italiane, e che ogni anno genera confusione tra chi legge le comunicazioni ufficiali dell’istituto e chi si affida a fonti sindacali o fiscali, non sempre chiare su scadenze e modalità pratiche. Vale quindi la pena ripercorrere punto per punto cosa prevede la nuova circolare, partendo dai numeri.

Assegno Unico 2026: gli importi rivalutati

La novità più concreta riguarda le cifre mensili per figlio. Con la rivalutazione disposta dalla circolare, gli importi minimi e massimi si sono spostati: si passa da 58,30 euro a 203,80 euro per figlio, in base al valore ISEE del nucleo familiare. Chi si trova nella fascia ISEE più bassa riceve l’importo massimo, chi supera la soglia più alta prevista dalla normativa riceve quello minimo, uguale per tutti indipendentemente dal reddito dichiarato.

Tra questi due estremi esiste una scala progressiva, calcolata dall’INPS in automatico sulla base dell’ISEE presentato in fase di domanda o di aggiornamento annuale. È un meccanismo pensato per premiare le famiglie con redditi più contenuti, senza escludere del tutto quelle con ISEE più alto o senza ISEE presentato, che continuano comunque a percepire l’importo minimo.

Le nuove soglie ISEE: chi guadagna di più con l’aggiornamento

Oltre alla rivalutazione degli importi, la circolare INPS interviene sulle soglie ISEE che determinano in quale fascia si collochi ciascun nucleo familiare. L’innalzamento delle soglie significa, in pratica, che alcune famiglie che l’anno scorso si trovavano appena sopra il limite per accedere a un importo più alto potrebbero ora rientrare in una fascia più favorevole, senza che il loro reddito effettivo sia cambiato.

Questo aggiustamento è la conseguenza diretta della rivalutazione automatica prevista dalla normativa, che ogni anno adegua le soglie all’andamento del costo della vita. Chi ha un ISEE aggiornato nei mesi scorsi dovrebbe verificare, tramite il portale INPS o l’app dedicata, in quale fascia rientra con i nuovi parametri, perché la differenza tra una fascia e l’altra può tradursi in decine di euro mensili per figlio.

Assegno Unico 2026 importi: come funziona il calcolo per ogni figlio

Il calcolo dell’Assegno Unico non si limita a moltiplicare l’importo base per il numero di figli. Intervengono infatti diverse maggiorazioni: per i figli con disabilità, per le famiglie numerose con almeno tre figli, per i nuclei in cui entrambi i genitori lavorano e per le madri under 21. Queste maggiorazioni si somma­no all’importo base calcolato secondo l’ISEE, e vengono aggiornate anch’esse dalla circolare.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i figli maggiorenni fino ai 21 anni, che continuano a percepire un importo ridotto rispetto ai minorenni, ma solo se rispettano determinati requisiti: frequenza scolastica o universitaria, tirocinio, oppure una condizione di disoccupazione registrata presso i centri per l’impiego. Senza questi requisiti, l’assegno per il figlio maggiorenne si interrompe.

Come recuperare gli arretrati dell’Assegno Unico

Uno dei punti più pratici della circolare riguarda gli arretrati. Chi ha presentato la domanda in ritardo rispetto alla nascita del figlio, o chi ha aggiornato l’ISEE dopo la scadenza prevista, può avere diritto a un conguaglio che l’INPS liquida automaticamente nei mesi successivi, senza bisogno di ulteriori richieste da parte del beneficiario.

Nei casi in cui il pagamento non arrivi entro i tempi indicati dalla circolare, è possibile verificare lo stato della propria domanda tramite il portale INPS, nella sezione dedicata all’Assegno Unico, oppure contattare il numero verde dell’istituto. In alcune situazioni, un conguaglio mancato dipende da un ISEE non aggiornato entro la scadenza di fine febbraio: superato quel termine, l’importo torna a quello minimo fino al successivo aggiornamento, senza possibilità di recupero retroattivo per i mesi già liquidati.

Chi deve fare cosa entro fine anno

Per le famiglie che percepiscono già l’Assegno Unico, la raccomandazione principale è aggiornare l’ISEE con la Dichiarazione Sostitutiva Unica appena disponibile, per evitare di ricevere per mesi l’importo minimo in attesa dell’elaborazione. Chi invece deve presentare la domanda per la prima volta, ad esempio dopo la nascita di un figlio, ha 120 giorni di tempo dall’evento per ottenere il pagamento retroattivo dal mese di nascita.

Va segnalato anche che l’Assegno Unico si somma ad altre misure di sostegno alla genitorialità, come il bonus nido, che copre le spese per l’asilo nido o per forme di supporto domiciliare, e come il congedo parentale, aggiornato quest’anno con l’estensione dell’età dei figli fino a 14 anni per alcuni permessi. Sono strumenti pensati per intervenire in fasi diverse della crescita del figlio, e conoscerli tutti evita di lasciare per strada agevolazioni a cui si avrebbe diritto.

Un sistema che cambia ogni anno, e va controllato ogni anno

La rivalutazione periodica degli importi e delle soglie rende l’Assegno Unico una misura che va monitorata con regolarità, non solo al momento della prima domanda. Chi si limita a ricevere il pagamento senza controllare periodicamente lo stato del proprio ISEE rischia di percepire cifre inferiori a quelle a cui avrebbe diritto, semplicemente perché i parametri sono cambiati nel frattempo.

La circolare n.7/2026 conferma quindi un meccanismo già noto alle famiglie che seguono da anni l’evoluzione della misura, ma introduce cifre e soglie che vale la pena verificare caso per caso, magari con l’aiuto di un patronato o direttamente tramite il portale INPS, prima che passi un altro anno di aggiornamenti da rincorrere.

Informazioni sull'autore

Alfonso Alfano

Administrator

Responsabile editoriale di BabyTips.it e papà di tre bambini. Si occupa da anni di editoria digitale e comunicazione online tra Italia e Spagna. Su BabyTips.it cura le guide pratiche per i genitori, i diritti e i bonus per le famiglie e le guide alla scelta dei prodotti per l'infanzia, sempre a partire da fonti ufficiali.

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